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"Le mie parole con le tue - Meine Worte mit deinen"

Non è mai facile realizzare un progetto, soprattutto se coinvolge una pluralità di enti e istituzioni; a maggior ragione se, pur all'interno della Casa comune europea, essi appartengono a Paesi diversi. Servono pazienza, tenacia, competenze e risorse economiche, ma prima di tutto un'idea da cui partire.

È il caso della nostra antologia, che rappresenta il momento conclusivo di un percorso che ha visto operare fianco a fianco due scuole della città di Ferrara, il Liceo Roiti e il Liceo Ariosto, una scuola tedesca, l'Altes Kurfürstliches Gymnasium di Bensheim, il Comune di Ferrara e il Land Hessen  attraverso il locale Consiglio per la Letteratura. Il tutto grazie al sostegno di Erasmus+, il programma dell’UE per l’istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa.

Un'idea da cui partire, si diceva: lasciare traccia del passaggio dello scambio residenziale tra scrittori che dal 2010 ad anni alterni coinvolge autori ferraresi e assiani, nel quadro del più vasto e consolidato rapporto di amicizia tra le regioni Emilia-Romagna e Assia.

E quale altra testimonianza di questa esperienza possono lasciare degli scrittori se non le loro parole?

Parole da rendere però anche nella lingua dell'Altro, nella convinzione che l'atto del tradurre non abbia nulla di meccanico ma implichi una seria e approfondita riflessione sul significato di ciò che si sta facendo e sulla responsabilità che ci si assume nei confronti di chi scrive e di chi legge.

Un'operazione che ha dunque una sua forte valenza etica, incentrata sul principio di lealtà nei confronti del testo, un'operazione che ben si presta a svolgere una funzione formativa, se ad essere investiti del ruolo di traduttori sono dei giovani studenti.

Le mie parole con le tue/Meine Worte mit deinen nasce dunque anche con questa finalità, ed è il frutto di una serie di laboratori, tenuti in Italia e in Germania, in cui i ragazzi delle scuole coinvolte hanno lavorato insieme sui testi forniti con grande disponibilità dagli autori e dalle case editrici.

Le proposte lessicali, sintattiche e stilistiche che compaiono nella traduzione definitiva sono state oggetto di analisi, confronti e discussioni che hanno riguardato tanto la lingua originale dei testi quanto la qualità della loro resa nella lingua madre degli studenti.

Forse il lavoro presenta difetti, ma lo scopo del progetto non è (sarebbe stato velleitario)  formare giovani “professionisti”, la traduzione è stata piuttosto studiata nella sua dimensione di processo e non di prodotto,

poiché durante il processo è possibile anche per i ragazzi coglierne la dimensione di strumento di comunicazione, di ponte fra testi e culture. La specificità della traduzione letteraria, sulla quale ci siamo concentrati, permette di esplorare la componente espressiva della lingua e di farla propria.

Come spesso accade, poi, in corso d’opera il progetto si è arricchito di nuove idee, si è intrecciato con altre esperienze, ha consentito di accogliere ulteriori contributi, che lasciano intravedere, crediamo,  possibilità di sviluppo future, in una prospettiva sempre più autenticamente europea.

Di tutto questo diamo conto nell’Appendice alla presente pubblicazione.

L’atto del tradurre si basa su un’esigenza di comunicazione e quindi di condivisione. Alla condivisione lenta, insita nel processo traduttivo, fa eco la diffusione immediata dei dati attraverso lo strumento digitale, a cui i giovani sono più avvezzi. Per questo motivo l’altro aspetto qualificante del progetto riguarda l’acquisizione di competenze in ambito editoriale e informatico. Le mie parole con le tue/Meine Worte mit deinen, antologia bilingue in formato digitale, è infatti il risultato del lavoro degli studenti che, oltre ad aver tradotto, hanno anche appreso come si realizza un libro e lo si diffonde attraverso i canali della rete.

L’antologia è infine corredata da schizzi e disegni delle città di Ferrara e Bensheim realizzati dagli studenti della Hochschule Darmstadt – University of Applied Sciences, anche questo un risultato dell’impostazione di apertura e condivisione con cui è stato pensato e portato avanti il progetto.

Tutto questo è stato possibile grazie alle istituzioni che hanno creduto in questa iniziativa, ma anche alla disponibilità di tutti coloro che hanno collaborato con passione e manifestando  grande interesse per gli aspetti educativi e innovativi dell’iniziativa.

A  dimostrazione che, collaborando e facendo rete, si possono ottenere risultati concreti e rispondenti ai bisogni dei giovani.

                                                                                                             Roberta Bergamaschi

                                                                                                                      Giorgio Rizzoni



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